Il ceto medio e la democrazia diretta

Lo Stato, o meglio chi di volta in volta dovrebbe rappresentarne gli interessi, compra la lealtà dei corpi intermedi, costringendo cittadini e imprese a servirsi di un iscritto all’albo per attività, spesso inutili, imposte per legge al solo fine di distribuire soldi ad una categoria sottraendoli alla collettività. Attraverso lo strumento legislativo si creano complicazioni utili solo a consentire all’iscritto ad un albo di emettere una parcella per attività che potrebbero essere svolte dallo stesso interessato o da soggetti non in possesso di specifiche professionalità.

Le spese per i servizi resi dai professionisti sono, quindi, una tassa tanto occulta da essere spesso ignorata come tale. Ogni titolare di partita Iva, artigiani e imprese, per compensare i liberi professionisti, affronta annualmente una spesa pari a 17,9 miliardi, tanto che in Italia la gestione del personale costa ad una PMI, 10 volte più che in Germania per il numero spropositato di consulenti che l‘imprenditore è costretto a mantenere. La semplificazione è impossibile perché dietro ogni legge si nascondono eserciti di consulenti e dietro ogni pratica burocratica una montagna di “spicciafaccende” che ci campano sopra e votano ….. Nessun governo riduce la spesa pubblica rischiando di perdere consensi ma introduce nuovi adempimenti per offrire opportunità di guadagno agli iscritti in albi. I quali operano come imprese, senza rischi imprenditoriali e sono tutelati dallo Stato che garantisce anche l’equo compenso: nessun controllo pubblico e reddito (o meglio rendita) garantito! Lo Stato tiene le corporazioni sotto il tallone dell’esecutivo e per garantirsi il consenso e concede loro di “rifarsi” sugli individui, sui singoli, su coloro, cioè, che non hanno una corporazione che ne difenda gli interessi. Ovviamente chi sta ai vertici degli ordini trae enormi vantaggi in termine di visibilità e di incarichi. Sarebbe interessante leggere le loro dichiarazioni dei redditi, per capire se il reddito aumenta in proporzione all’assenza del titolare. Ma gli ordini sono intoccabili anche da parte di chi ha ottenuto il consenso promettendo la democrazia diretta e l’eliminazione dei corpi che mediano il rapporto tra il vertice e la base. Così il Paese continua a viaggiare in una metropolitana sotterranea le cui vie d’uscita sono ostruite dalle corporazioni.  Il governo, che ha costruito il consenso sulla promessa della democrazia diretta ora si erge a tutore di quel ceto che intermedia, ostacolandolo, il dialogo tra gli eletti e gli esclusi. Si corre in soccorso del ceto medio dimenticando gli esclusi che restano tali per sempre !

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