L’Utile idiota

Teoricamente l’individuo è un elemento essenziale della società ma, in pratica, per sopravvivere, deve adeguarsi e non può manifestare opinioni diverse dal referente per cui è solo un pretesto usato da chi è insediato al vertice per dilapidare, in suo nome e nel suo presunto interesse, le risorse estorte ai cittadini con la tassazione. Se l’Italia è il Paese in cui l’evasione fiscale è maggiore e più elevate sono le donazioni spontanee alla ricerca ed alle organizzazioni benefiche è evidente

 

che gli italiani pensano, e spesso a ragione, che gli italiani pagherebbero come il ricavato delle imposte viene impiegato e sospettano che gli interventi nell’economia siano dettati dalla ricerca del consenso e non per far crescere il Paese. Il nostro ingresso in Europa è stato dettato dalla necessità di avere qualcuno che ci dettasse le regole e ci costringesse a rispettarle e l’entrata nell’euro è servita a sottrarre ad una famelica classe politica la possibilità di far periodicamente ricorrere all’inflazione, stampando moneta, per motivi elettorali. In pratica gli italiani non si fidano di chi li governa. Lo Stato, o meglio chi è insediato al vertice, sostituisce all’interesse generale, l’accordo con le categorie per cui le minoranze organizzate, ancorché minoritarie, prevalgono sempre sul singolo. Il quale non ha rappresentanza nè potere contrattuale ed è costretto ad affiliarsi o a cercarsi un padrino se non vuole restare emarginato. Il suo rapporto con lo Stato è mediato dalle corporazioni. Saltano così i diritti individuali e con essi lo stato di diritto. Infatti, lo stato vende la salute di tutti i tarantini per salvare i posti di lavoro di pochi e mette le mani nelle tasche di tutti gli italiani per salvare l’Alitalia confondendo i piani industriali con quelli elettorali, mischiando la politica con gli affari ed il pubblico col privato. Combattere tangentopoli è doveroso ma praticamente inutile se le risorse sottratte al malaffare vengono poi “buttate” nel salvataggio di imprese con il pretesto dei lavoratori ai quali sarebbe più conveniente recapitare lo stipendio a casa. Paradossalmente i corrotti, spendendo, mettono i soldi nel circuito virtuoso dell’economia sottraendoli a quello tortuoso della politica. L’unico mezzo per rendere immorale l’evasione e la corruzione la moralizzazione della spesa pubblica e la riduzione della presenza dello Stato nell’economia. Ciò può avvenire soltanto sottraendo le nomine e le carriere all’influenza politica. Tutto il resto sono chiacchiere da ballatoio…. Sfortunato il Paese che deve scegliere tra i corrotti, gli imbecilli e quelli che confondono i piani industriali con quelli elettorali.

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