E continuano a pensare che gli italiani siano imbecilli …..

Non discutiamo la professionalità dell’interessato ma la sostituzione di Mion con Enrico Laghi da parte di Autostrade legittima il sospetto che sia stato scelto più che per la sua competenza perché ritenuto in possesso delle chiavi di qualche salotto riservato in cui si decidono le sorti delle imprese. La concessionaria Autostrade affida a Laghi la trattativa con lo Stato, concedente, per risolvere il contenzioso sorto dopo il crollo del ponte Morandi. Può chi ha avuto ed ha incarichi in aziende statali o partecipate trattare con lo Stato per conto di un’azienda privata? Le relazioni hanno un tale peso nell’assegnazione degli incarichi da cancellare anche il conflitto d’interessi

Il Fatto quotidiano ha pubblicato un interessante articolo che riguarda il neopresidente di Autostrade il 24 novembre 2020 che riportiamo di seguito pur essendo da sempre convinto che lo Stato non revocherà MAI la concessione così come non rimuoverà Profumo da Leonardo. Ma Di Battista, esternare….  “Enrico Laghi, uno dei tre probiviri designati dalla segreteria di Stato della Santa Sede per seppellire il Banco Ambrosiano più lontano possibile dalla banca vaticana. rappresenta l’ultima spiaggia per uscire con minor danno possibile, se non addirittura con profitto, dalla trattativa con il governo sulle Autostrade. I fratelli di Ponzano Veneto, per traghettare in acque sicure la loro cassaforte, Edizione, hanno deciso di puntare su Enrico Laghi definendola. “una scelta di chiara matrice tecnica, a favore di un professionista con uno spiccato approccio istituzionale”. Da commissario Ilva e contemporaneamente di Alitalia, a fine ottobre dello scorso anno Laghi ha fatto da consulente per il salvataggio di Astaldi e da procuratore/liquidatore per vendere i beni Astaldi, pur essendo lui stesso creditore. Astaldi fu poi assorbita da WeBuild, che fa capo a Pietro Salini, quella stessa che ha ricostruito il ponte Morandi”. Secondo il Tribunale che a suo tempo aveva ribadito l’imparzialità del candidato, i conflitti d’interesse nel caso Astaldi erano quisquilie. E lo erano anche per l’interessato che, in quella occasione, aveva spiegato come gli oltre 900mila euro di crediti maturati “rappresentano meno del 9% circa del volume d’affari registrato” da lui e dal suo studio nel periodo in cui si era formato il credito con Astaldi (2017-18). La somma non era “tale da poter incidere” sulla sua indipendenza. Laghi è stato nel collegio sindacale del gruppo Acea su input del costruttore editore romano Caltagirone, è stato consulente dell’Agenzia delle Entrate, ha all’attivo numerosi incarichi: il Corriere della Sera nel 2017 ne contò 24. Ricorrenti, tra un commissariamento e l’altro, i media e appunto, i costruttori. Non ultima la gestione commissariale di Air Italy, mentre quella dell’Ilva si è perfino sovrapposta a quella di Alitalia, a cui era approdato dopo essere stato presidente dell’azionista di maggioranza Midco, non senza rilievi da parte dell’Anac”.

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