Ma Draghi è il nuovo Cromwell o è una ciambella di salvataggio ?

L‘Italia è un corpo di reato, che non ha bisogno di cure palliative ma di un curatore fallimentare che prenda provvedimenti drastici sottraendo ai politici le assunzioni e le nomine, separando la rappresentanza dalla competenza ed eliminando gli interstizi tra pubblico e privato nei quali si annida la corruzione. Serve qualcuno che cambi, in modo irreversibile, l’organizzazione democratica della società e getti le basi per una profonda ristrutturazione dell’intero sistema economico-sociale. Serve un Cromwell che liberi l’Italia dall’asfissiante

corporativismo che ostruisce le vie d’uscita della metropolitana sotterranea in cui il Paese è costretto a viaggiare. I governi “tecnici” oltre che dannosi sono controproducenti. Curano gli effetti senza toccare le radici, consentendo alle zecche di riorganizzarsi e, passata la transizione, continuare a divorare il Paese. Nei momenti difficili il sistema trova sempre qualcuno che, per vanità o altre utilità, lo aiuta a superarli. Il Paese è bloccato ed i suoi rappresentanti si trovano in un vicolo cieco. L’innesto del collettivismo marxista nell’impianto corporativo fascista ha creato un modello di sviluppo che condanna tutti ad un’appartenenza. Da questa visione sono nate le categorie che imprigionano l’individuo dentro «gabbie» associative. Lo Stato, o meglio chi lo rappresenta, sostituisce l’accordo con le categorie all’interesse generale, si appropria delle risorse pubbliche e le distribuisce, detratta l’intermediazione ed in proporzione al sostegno ricevuto, ai vassalli che si comportano in modo analogo: ognuno deve appartenere ad un altro ed esiste solo in virtù di un’affiliazione. I nuovi feudatari, invece di liberare l’individuo dalle corporazioni, aiutano queste ultime a soffocarlo, consentendo ad una minoranza organizzata di prevalere sugli individui non organizzati, ancorché largamente maggioritari dimenticando che lo Stato di diritto si fonda sui diritti individuali (così si mette a rischio la salute dei i tarantini per salvare il posto dei lavoratori). Lo Stato, distribuendo le risorse ma non le opportunità, promuove chi è protetto da una lobby a prescindere dalle capacità. Ma che futuro può avere un Paese che non permette agli elementi di qualità superiore, che crescono negli strati inferiori, di raggiungere i più alti gradi dell’amministrazione ? In cui il punto di partenza dei figli coincide con quello d’arrivo dei padri? Così, grazie all’aiuto determinante dei governi “tecnici” l’Italia è riuscita a trascinarsi fino ai giorni nostri mantenendo inalterata la struttura della società manzoniana del ‘600 in cui “ogni corporazione è una piccola oligarchia che ha una sua forza speciale e propria; in ognuna l’individuo trovava il vantaggio d’impiegar per sé, a proporzione della sua autorità e della sua destrezza, le forze riunite di molti. I più onesti si valevan di questo vantaggio a difesa soltanto; gli astuti e i facinorosi ne approfittavano, per condurre a termine ribalderie, alle quali i loro mezzi personali non sarebber bastati, e per assicurarsene l’impunità”. All’interno di ogni oligarchia si formano fazioni o correnti per condizionarne l’operato. Draghi sa benissimo che, chiusa la parentesi del suo premierato, tutto ritornerà come prima. Si scatenerà l‘ignobile assalto alla diligenza del recovery found, la spesa pubblica ricomincerà a crescere, il Paese tornerà in balìa delle camarille (professioni, farmacie, trasporti, assicurazioni, mafia, antimafia etc) e resteranno i vincoli medioevali (pianta organica per notai e farmacisti, con il monopolio dei cerini e delle edicole) che condannano il Paese all’immobilismo. Draghi ha la credibilità e la caratura per rimuovere i colli di bottiglia, spezzare la ragnatela corporativa e ricollocare al centro l’individuo, demolendo l’antica società corporativa, fondata su clientele e parentele, ed aprendo la strada ad una società fondata sulla competenza e sulla competizione. Ci rifiutiamo di credere che Draghi metta in gioco il suo prestigio e la sua credibilità per gettare una ciambella di salvataggio ad una classe politica largamente disprezzata e per consentire ad un sistema marcio di perpetuarsi. E ci auguriamo di non sbagliarci ….

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