L’Isola dei Fumosi

La selezione dei candidati è un casting cui gli aspiranti, se possono contare sulla presentazione di un “padrino” o di qualcuno che già faccia parte della combriccola, si presentano e giurano fedeltà al leader. Individuare personaggi presentabili non è facile perché molti il successo e la visibilità li devono a qualcuno. E le cambiali prima o poi vengono messe all’incasso mentre dalle indagini giudiziarie potrebbero emergere legami pregressi. Ottenuta l’investituracomincia la caccia al voto. I candidati si comportano come ristoratori che cercano di attirare clienti nella loro osteria senza preoccuparsi di farli mangiar bene Non esiste la propaganda ingannevole per cui ognuno può, impunemente, fare promesse ben sapendo di non poterle mantenere. Promettono posti di lavoro immaginari o avanzamenti di carriere e confidano nel clientelismo contiguo al voto di scambio ed al fenomeno mafioso. Alcuni passano a riscuotere i crediti maturati nel corso della vita lavorativa o parlamentare. Infatti, chi è insediato al vertice distribuisce le risorse pubbliche, detratta l’intermediazione, ai vertici delle corporazioni in proporzione al numero degli elettori che ciascuna di esse è in grado di portare al seggio. Allo stesso modo, il vertice della corporazione applica un’altra detrazione e distribuisce parte dei benefici in proporzione al sostegno ricevuto. Il meccanismo è costruito contro i diritti dei cittadini ed a vantaggio di chi può vantare un’appartenenza. la quale è l’esatto opposto della cittadinanza. Dell’esistenza dell’uomo qualunque ci si ricorda solo in prossimità delle consultazioni elettorali quando ci si accorge che i singoli sono tanti e possono risultare decisivi per l’esito della competizione. Allora si tenta di circuire l’individuo attribuendogli, a parole, un ruolo ed una centralità che, nei fatti, non ha mai avuto, non ha e che nessuno pensa di dargli.  Come nelle fiere paesane, personaggi improbabili, propongono ricette miracolose e “vendono” unguenti capaci di curare i mali del paese e di risolvere i problemi personali dell’interlocutore. E pensare che Wanna Marchi è finita in carcere per molto meno !

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